Giovani ed occupazione: a Napoli la Giornata del lavoro

Luca Forlani | 27.04.2019

Un evento che si rivolge ai giovani e che porta in piazza una nuova visione del lavoro e del sistema produttivo. La Confsal, quarta confederazione sindacale italiana, ha scelto Napoli e il sud per celebrare la seconda “Giornata del lavoro”.

Un primo maggio ricco di novità che il Segretario Generale Angelo Raffaele Margiotta ha voluto proporre a quanti parteciperanno per l’occasione in Piazza del Plebiscito. Sarà una grande manifestazione sindacale seguita da un evento live con noti artisti del panorama musicale italiano come Sal Da Vinci, Briga e Dolcenera. La lunga giornata sarà aperta da uno spazio giovani d’intrattenimento e di riflessione dal titolo Destinazione lavoro, verso una nuova prospettiva. Si tratta di un progetto organizzato e diretto da Rino Piroscia, Presidente di Confsalform e vice Presidente della commissione EDUC della Confederazione Europea dei Sindacati Indipendenti (CESI).

L’evento è organizzato da Confsal Giovani, un movimento che dimostra l’interesse del sindacato autonomo nei confronti dei giovani…

Confsal Giovani è un gruppo di ragazze e ragazzi che si è insediato proprio in occasione dello scorso primo maggio sullo stesso palco. Questi giovani tra i 18 e i 30 anni provengono dalle cinquanta federazioni che appartengono alla Confsal e che stanno manifestando un vivo interesse ad affiliarsi come giovane entità. Essi propongono nuove idee, nuove prospettive e soprattutto un nuovo approccio al lavoro e alla produttività aziendale.

Quali benefici possono portare i giovani al sistema produttivo attuale?

Le nuove generazioni portano creatività, manualità e digitalizzazione. Sono definiti come “nativi digitali” poiché nati durante l’espansione delle innovazioni tecnologiche. Noi adulti non dobbiamo avere paura delle novità ma capire che esse possono semplificare il sistema produttivo odierno. Il nostro Paese è costituito per il 93% da micro e piccole imprese con una media di dieci dipendenti. Bisogna ammettere che esse non riescono più a competere con il mercato globale. Nelle aziende, anche piccole, devono essere adottati nuovi modelli produttivi. E, nell’ottica di tali innovazioni, i giovani possono rappresentare importanti risorse.

Quali temi verranno trattati sul palco di Piazza del Plebiscito?

Gli interventi dei ragazzi verteranno su quattro grandi tematiche: “conflittismo”, “mammonismo”, “anzianismo” e “lavorismo”. Il conflittismo è un movimento generazionale tendente ad allargare il divario tra giovani e adulti, rallentando l’innovazione e la produttività aziendale. Al conflittismo si contrappone la collaborazione generazionale, ovvero un felice connubio tra l’esperienza dell’adulto e il dinamismo del giovane. Questo produce un momento di collaborazione fatto di soddisfazione personale reciproca.

Ci spieghi anche il significato degli altri temi…

Il “mammonismo” rappresenta una situazione di inerzia generata dal lavoro che arriva troppo tardi. I giovani sono troppo sfruttati e si ancorano tra le mura domestiche. Compito del sindacato dev’essere quello di aiutare i giovani a inserirsi nel mondo del lavoro. Una volta concluse la scuola e l’università bisogna facilitare l’ingresso nel mondo del lavoro. Non è ammissibile questo limbo del sistema occupazionale. Molto negativo è anche l’anzianismo. I lavoratori più adulti devono essere capaci di adattarsi ai cambiamenti del mondo del lavoro odierno che richiede maggiore flessibilità rispetto al passato. L’atteggiamento di paura e diffidenza verso nuovi lavori e nuove competenze è profondamente sbagliato e dannoso. Il lavorismo è la naturale condizione che si determina nel mondo professionale odierno. Oggi, grazie al progresso tecnologico, si può lavorare da casa ed essere anche più efficienti. Spesso per recarsi nel posto di lavoro si impiega molto tempo; questo causa stanchezza e stress. È importante capire i benefici che il progresso tecnologico può portare.

La sua visione del mondo del lavoro non è eccessivamente utopistica?

Destinazione lavoro, verso una nuova prospettiva è stato ispirato da Etica ed economia di Amartya Sen, non solo un economista ma un Premio Nobel per la Pace. L’obiettivo di una sana economia dev’essere quello di portare felicità nella società. Non è un’utopia, è una visione che guarda sinceramente al bene comune.

I sindacati sono pronti ad affrontare questa sfida così impegnativa?

Il mondo sindacale è immobilizzato a vecchi processi di relazione industriale. Il sindacalismo deve sapersi proiettare nel futuro, capovolgendo il proprio approccio al lavoro. Attrarre i giovani attraverso le nuove prospettive del lavoro. È quello che sta facendo la Confsal attraverso questo gruppo dedicato alle nuove generazioni. Il lavoro produce reddito e benessere sociale. E i giovani rappresentano il motore per raggiungere un efficace sviluppo economico e produttivo.